ISSN 2039-1676


20 novembre 2014 |

La metamorfosi del diritto delle prove nella direttiva sull'ordine europeo di indagine penale

Il contributo è pubblicato nel n. 4/2015 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

 

Abstract. Solo in apparenza limitandosi a riproporre soluzioni già sperimentate in passato, la nuova direttiva sull'ordine europeo di indagine penale (o.e.i.) genera una vera e propria metamorfosi delle prescrizioni probatorie previste dal nostro ordinamento. Da "regole" a struttura chiusa, imperniate su bilanciamenti tra i valori in gioco prestabiliti in astratto dal legislatore, queste prescrizioni si trasformano in "principi" a struttura aperta, il cui contenuto può essere individuato dal giudice in ciascuna vicenda concreta in base ad un proprio contemperamento tra le varie esigenze che si contrappongono nella raccolta transnazionale delle prove. Di qui il rischio che le autorità giudiziarie chiamate a raccogliere e ad utilizzare prove in base alla direttiva eccedano i poteri loro conferiti. È un pericolo che, come dimostrano alcune decisioni in tema di mandato di arresto europeo, non sempre la Corte di giustizia dell'Unione Europea è in grado di fronteggiare. Un possibile antidoto è rinvenibile nello stesso diritto UE: si identifica con il rispetto del principio di equivalenza con gli standards di protezione dei diritti fondamentali rinvenibili nella CEDU e nelle Costituzioni nazionali e del principio di proporzionalità, statuiti dagli artt. 52 e 53 Carta di Nizza. Ne discende che l'Unione non tollera restrizioni dei diritti fondamentali non finalizzate a proteggere interessi degni di rilevanza, non controbilanciate da adeguate garanzie processuali e non strettamente necessarie. Alle luce di queste coordinate di fondo è possibile delineare alcune guidelines operative nell'impiego degli o.e.i. tali da interferire, in particolare, con il diritto al confronto ed il diritto alla riservatezza.

SOMMARIO: 1. Una mutazione genetica nella raccolta transnazionale delle prove. - 2. Prima della mutazione: la sopravvivenza della conformazione di regola probatoria. - 3. Il salto evolutivo della direttiva: la trasformazione delle regole probatorie nazionali in principi. - 4. Razionalizzare i principi probatori creati dalla direttiva: gli stabilizzatori dell'equivalenza e della proporzionalità. - 5. Bilanciamenti virtuosi e vuoti di proporzionalità della Corte di giustizia. - 6. Embrioni di guidelines per l'impiego degli o.e.i. nel rispetto dei diritti fondamentali. - 6.1. La tutela del diritto al confronto: la gerarchia delle modalità di esame dei dichiaranti. - 6.2. La tutela del diritto alla riservatezza: le garanzie ineliminabili. - 6.3. L'inutilizzabilità ex art. 729 c.p.p. rivitalizzata. - 7. Conclusioni.