ISSN 2039-1676


11 luglio 2018 |

Lettura critica di Corte costituzionale n. 115/2018

La determinatezza ante applicationem e il vincolo costituzionale alla prescrizione sostanziale come controlimiti alla regola Taricco

In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

 

Abstract. La sentenza C. Cost. n. 115/2018, che chiude la vicenda Taricco, disapplica l’art. 325 par. 1 e 2 del TFUE, e la “regola Taricco” prescritta da CGUE 17 dicembre 2017, in quanto in contrasto col principio nazionale di determinatezza (art. 25 cpv. Cost.). Ciò costituisce un esercizio implicito di controlimiti nazionali al diritto europeo, per come interpretato dalla CGUE. La base del giudizio della Corte è costituita dall’attrazione originaria della prescrizione del reato nella materia costituzionale del principio di legalità-determinatezza: la prescrizione, per le conseguenze punitive, deve essere disciplinata come normativa sostanziale per vincolo costituzionale (unicum costituzionale in Europa). Applicando il vincolo di determinatezza all’art. 325, par. 1 e 2, TFUE e alla “regola Taricco”, la Consulta segue una lettura massimalista della determinatezza come esigenza che dal testo della regola legale (non al momento della condotta, semplicemente) si possa prevedere la sua successiva concretizzazione giurisprudenziale. Tale lettura, che contrasta con la tradizione ermeneutica della Corte, schiude orizzonti nuovi sul rapporto tra legge e interpretazione, e aspettative che difficilmente potranno essere soddisfatte nella gestione ordinaria dell’art. 25 cpv. Cost. Del pari, questo patriottismo costituzionale apre interrogativi nuovi sul futuro dell’europeismo giudiziario.

SOMMARIO: 1. Il quadro entro il quale si colloca la sentenza C. cost. n. 115/2018. – 2. I precedenti costituiti dall’ordinanza C. cost. n. 24/2017 e dalla sentenza CGUE del 17 dicembre 2017. – 3. La “regola Taricco” come concretizzazione dell’art. 325, par. 1 e 2 TFUE. – 4. L’obiezione penalistica di fondo della Corte costituzionale e l’esercizio dei controlimiti. – 5. Le premesse epistemologiche “nazionali” della sentenza n. 115/2018. – 6. L’assunto fondamentale relativo a un implicito controlimite: la prescrizione è materia originariamente penale sostanziale e il diritto UE vìola l’art. 25 cpv. Cost. – 7. Il conseguente giudizio della sentenza n. 115/2018 sulla violazione della determinatezza e la “incostituzionalità” della norma del trattato. – 8. Valutazione critica. Non esistono solo le promesse non mantenute, ma anche quelle che non si possono mantenere. – 9. Segue. Perché la regola Taricco violava la divisione dei poteri, mentre l’art. 325 TFUE non vìola la determinatezza. – 10. Una determinatezza distonica rispetto alla giurisprudenza consolidata della Corte. – 11. Una diversa soluzione e il futuro della determinatezza.