ISSN 2039-1676


18 settembre 2015 |

Piergallini - Viganò - Vizzardi - Verri, I delitti contro la persona - X. Libertà  personale, sessuale e morale, domicilio e segreti, vol. X, in Marinucci - Dolcini (a cura di), Trattato di diritto penale. Parte speciale, Padova, 2015

Prefazione

Si segnala ai lettori che, per concessione dell'editore, Diritto penale contemporaneo pubblica integralmente il capitolo decimo del Volume X del Trattato di diritto penale. Parte speciale, a cura di Giorgio Marinucci ed Emilio Dolcini.

Clicca qui per leggere M. Vizzardi, Il delitto di adescamento di minorenni (art. 609-undecies)

Di seguito, la prefazione del Volume a firma di E. Dolcini.

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Il presente volume porta a termine la trattazione dei delitti contro la libertà individuale previsti dal capo III del titolo XI del secondo libro del codice penale, già avviata con il tomo di Stefano Aprile dedicato ai delitti contro la personalità individuale. Le figure criminose ora oggetto di analisi da parte di Carlo Piergallini, Francesco Viganò, Matteo Vizzardi e Alessandra Verri sono i delitti contro la libertà personale (tra i quali si annoverano, dopo il 1996, anche la violenza sessuale, gli atti sessuali con minorenni e le figure correlate), nonché quelli contro la libertà morale, l'inviolabilità del domicilio e l'inviolabilità dei segreti.

La parte più cospicua di questo lavoro è, per l'appunto, dedicata allo studio dei delitti contro la libertà e integrità sessuale. Il capitolo sulla violenza sessuale ha, da solo, il respiro e la profondità di una monografia, fornendo al lettore una summa ragionata delle opinioni sinora espresse in dottrina sugli innumerevoli nodi problematici della fattispecie, che si traducono in altrettante incertezze nella sua pur cospicua prassi applicativa. Di tale ricchissima giurisprudenza il lavoro dà conto puntualmente, discutendo con acribia delle peculiarità dei singoli casi concreti più che delle massime ufficiali, e criticando senza sconti corti e tribunali laddove le soluzioni non appaiano persuasive: nella consapevolezza, però, del carattere estremamente problematico della posta in gioco, e della intrinseca opinabilità di qualsiasi soluzione ermeneutica a fronte di dati testuali non sempre univoci (come nel caso paradigmatico del concetto di "abuso", la cui congenita imprecisione continua a dar luogo a decisioni contrastanti).

Moltissimi, dicevo, i nodi problematici affrontati in questo capitolo: a partire dal concetto di "atti sessuali" attorno a cui è costruita l'attuale fattispecie, e rispetto al quale l'intero panorama delle opinioni dottrinali dell'ultimo ventennio viene qui organizzato attorno a cinque macro-teorie, che servono da guida nell'analisi della (ingentissima) casistica applicativa; analisi in esito alla quale l'autore formula la propria proposta ricostruttiva, anche alla luce delle indicazioni del diritto comparato. Così come di straordinario interesse appare a chi scrive l'esame della giurisprudenza sulla 'super' attenuante dei casi di "minore gravità", che consente una diminuzione sino a due terzi della pena: una vera e propria clausola generale, con la quale il legislatore rinunzia del tutto ad ogni pretesa normativa, affidando interamente alla prassi giudiziaria il compito di concretizzare in qualche modo della fattispecie circostanziale, che tanto peso ha nella concreta determinazione giudiziaria della pena. Senza dimenticare, poi, gli aspetti magari meno centrali nella vita quotidiana della norma incriminatrice, che non cessano però di dar luogo a controverse applicative, come accade rispetto alla vasta - e sempre attuale - casistica di medici, psicologi, infermieri e guaritori vari (e a quanto pare persino di dentisti) che inducono i loro pazienti a compiere o a tollerare condotte di natura inequivocabilmente sessuale, ma falsamente presentate come funzionali al buon esito della terapia.

Analoga profondità di analisi si riscontra nei capitoli dedicati alle altre norme incriminatrici in materia di tutela della libertà e incolumità sessuale di adulti e minori, oggetto di incisivi interventi legislativi ancora nel 2012, in gran parte legati alla necessità di trasporre obblighi di incriminazione di fonte sovranazionale; interventi che hanno complessivamente inasprito la risposta punitiva, aggiungendo ulteriori aggravanti, ridisegnando alcune figure criminose e introducendo la nuova figura di delitto dell'adescamento di minori - fonte, anch'essa, di non pochi problemi ermeneutici, esemplarmente affrontati in un capitolo ad hoc, che costituisce una delle prime organiche trattazioni della nuova fattispecie.

Anche al di là dei delitti che concernono la sfera sessuale dell'individuo, molti sono i profili di interesse che emergono dai capitoli dedicati agli altri delitti contro la libertà individuale analizzati in questo volume. Già un delitto di antica e solida tradizione come il sequestro di persona si disvela, ad un esame più attento, un autentico crocevia di questioni problematiche: dalla vexata ma sempre attuale quaestio relativa alla configurabilità del reato rispetto a infanti e persone non dotate di capacità naturale di movimento, ovvero a dementi o incoscienti; al nodo della rilevanza scriminante del consenso dell'offeso, emerso in tutta la sua equivocità con riferimento all'esperienza di comunità 'chiuse' per il recupero dei tossicodipendenti. L'analisi del delitto di violenza privata - archetipo di tutti i delitti che offendono, in via esclusiva o concorrente, la libertà di autodeterminazione dell'individuo - costituisce l'occasione per tracciare, sulla base delle più recenti ed approfondite indagini monografiche in materia, le coordinate di una vera e propria teoria generale della violenza e della minaccia come altrettante modalità 'tipiche' di indebita interferenza nella libertà altrui. E il delitto di atti persecutori - lo 'stalking', secondo l'ormai consueta definizione invalsa nella prassi giornalistica e criminologica - viene qui studiato a fondo alla luce della recente, ma già tumultuosa, casistica applicativa, che eloquentemente smentisce quelle voci dottrinali che - all'indomani della sua introduzione da parte del legislatore del 2009 - avevano bollato la nuova fattispecie come ennesimo esempio di legislazione simbolica, destinata a rimanere sostanzialmente inapplicata.

Il volume si conclude con la preziosa trattazione che Carlo Piergallini dedica ai delitti contro l'inviolabilità del domicilio e l'inviolabilità dei segreti, riletti alla luce del rilievo costituzionale riconosciuto al bene giuridico della 'riservatezza' individuale, sconosciuto come tale al legislatore del 1930. Un bene, quello della riservatezza individuale, che permette di meglio illuminare anche la logica di reati nuovi, introdotti sotto l'incalzare della rivoluzione tecnologica deli ultimi decenni: come nel caso del delitto di accesso abusivo a sistemi informatici, ancora di recente oggetto di una presa di posizione delle Sezioni Unite della Cassazione.

Nel complesso, il volume costituisce un'ulteriore e significativa tappa del viaggio attraverso la parte speciale del diritto penale che, ormai più di quindici fa, avevamo immaginato assieme a Giorgio Marinucci: un viaggio attraverso i problemi che la norma sperimenta al contatto con la prassi applicativa, che costituisce la vera cartina di tornasole della bontà  di ogni costruzione teorica, e alla cui resistenza i grandi principi che costituiscono il pane quotidiano della dottrina devono essere continuamente saggiati.