ISSN 2039-1676


14 giugno 2019

La sentenza della Corte di Strasburgo sul c.d. ergastolo ostativo: l'Italia condannata per violazione dell'art. 3 CEDU

Corte Edu, I sez., sent. 13 giugno 2019, Viola c. Italia (n. 2)

 

Comunicato stampa e testo della sentenza in lingua francese.

Comunicato stampa in lingua inglese.

 

Segnaliamo immediatamente ai lettori – nell’attesa di ospitare a breve una scheda illustrativa della decisione e più ampi commenti – la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla compatibilità convenzionale del c.d. ergastolo ostativo previsto dall’ordinamento italiano (artt. 22 c.p.,  4-bis e 58-ter ord. penit.).

La Corte EDU, chiamata a pronunciarsi per la prima volta sul punto, ha riscontrato la violazione dell’art. 3 della Convenzione.

In particolare, la Corte ha affermato che, per effetto del regime applicabile alla pena inflitta al ricorrente Marcello Viola, le sue possibilità di liberazione risultano eccessivamente limitate: un tale assetto non soddisfa i criteri che consentono di ritenere “riducibile” una pena perpetua e si traduce nella violazione del principio di dignità umana, desumibile dall’art. 3 ma immanente all’intero sistema convenzionale.

La Corte ha precisato che la decisione non può essere interpretata nel senso di garantire al ricorrente la possibilità di una immediata liberazione.

(F.L.)

 

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