ISSN 2039-1676


23 febbraio 2012

Esclusa la convalida dell'arresto per il delitto di cui all'art. 13 co. 13 t.u. imm. per contrasto con la direttiva rimpatri

Trib. Milano, 8.2.2012, Giud. Formentin

Massima a cura di Raffaella Cimminiello

STRANIERI – VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI REINGRESSO - Direttiva 2008/115/CE - Applicazione retroattiva della disciplina della direttiva - Illegittimità dell'arresto in flagranza

L’ordine di espulsione e la sua esecuzione, sebbene siano stati adottati antecedentemente alla sentenza della Corte UE del 28.4.2011 ed alla modifica del sistema interno ad opera del D.L. 89/2011, sono atti per i quali non è applicabile il principio amministrativistico del tempus regit actum, in quanto tale principio esplica la propria efficacia allorché il rapporto cui l'atto inerisce sia irretrattabilmente definito, mentre tale circostanza non si verifica nella specie, posto che l’assetto prodotto dagli stessi permane per il solo fatto di costituire il presupposto applicativo di fattispecie incrimintraci capaci di determinare l’irrogazione di sanzioni penali. Di conseguenza, considerato il contrasto sussistente tra il tenore del provvedimento di espulsione contenente il divieto di reingresso violato dallo straniero e la disciplina europea ed interna attualmente vigente, l’arresto in flagranza del cittadino straniero per il reato di violazione del divieto di reingresso nel territorio dello Stato ex art. 13, comma 13, d.lgs. 286/1998 non può essere convalidato.