ISSN 2039-1676


28 marzo 2018 |

La Corte di giustizia tra "dialogo" e "monologo" nella "saga Taricco": silenzi, fraintendimenti e surrettizie appropriazioni di competenze penali dirette

Il contributo è destinato al volume collettaneo Primato del diritto dell'Unione europea e controlimiti alla prova della "saga Taricco", a cura di C. Amalfitano, di prossima uscita per la casa editrice Giuffrè; si ringrazia la curatrice per aver autorizzato la pubblicazione in anteprima in questa Rivista

Trattandosi di lavoro già accettato per la pubblicazione in quella sede, il contributo non è stato sottoposto alla procedura di peer review prevista dalla nostra Rivista

 

SOMMARIO: 1. Taricco-bis: una ‘tessera’ imperfetta. – 2. Vero “dialogo”, o “monologhi” camuffati? – 3. Le equazioni improprie: la “prevedibilità” sta alla “irretroattività” come la sentenza europea sta alla legge. – 4. Il principio di determinatezza nel dialogo diretto con il giudice nazionale: prove di controllo diffuso di costituzionalità? – 5. Gli effetti della Taricco-bis… – 5.1. …tra pretesa armonizzazione del regime della prescrizione… – 5.2. …e determinatezza dell’art. 325, par. 2, TFUE. – 6. L’art. 325 TFUE quale strumento di autoattribuzione di competenze penali dirette. – 7. Il convitato di pietra: la riserva di legge. – 8. I rischi di un controllo diffuso di costituzionalità e le paratìe innalzate dalla Corte costituzionale: la “doppia pregiudiziale” nella sentenza n. 269 del 2017.